Molteplici sono i riflessi che la crisi dei mercati finanziari e il ventilato rischio di recessione hanno determinato sui comportamenti e sugli stili di vita delle famiglie nell’Isola.
La crisi, ad ampia parte dei siciliani, appare indecifrabile, incute timore. Si avverte, a tratti, un senso di affanno, una richiesta - ai governi del Paese e della Regione - di maggior sicurezza sociale, di garanzie per il potere d’acquisto di stipendi e pensioni.
Il 53% dei cittadini, intervistati dall’Istituto Demopolis, ritiene peggiorata, negli ultimi dodici mesi, la situazione economica della propria famiglia, dichiarando una maggiore accortezza negli acquisti rispetto al passato, una riduzione sensibile delle spese in abbigliamento e accessori, nei pasti fuori casa, nei viaggi, nel tempo libero.
Il Natale 2008 si è rivelato, nell’Isola, oculato ma non del tutto austero. Gli intervistati, infatti, hanno dichiarato di aver diminuito, rispetto all’anno precedente, il budget per i regali e di restare più a casa con la famiglia, senza intaccare tuttavia le spese alimentari e per i beni tecnologici.
Si allargano sempre più le sperequazioni, con un progressivo impoverimento della classe media a reddito fisso. Troppe famiglie ammettono oggi di far molta fatica ad arrivare a fine mese, ricorrendo spesso a risparmi precedenti o addirittura a prestiti, nel 10% dei casi, per far fronte alle spese quotidiane.
La risoluzione della crisi viene considerata ancora lontana e ciò determina un certo pessimismo sui prossimi mesi: quasi i due terzi temono infatti che possa peggiorare la situazione economica del Paese e della Regione.
Anno grigio, il 2008, per i siciliani. Tra gli eventi nazionali e internazionali, ricordano l’elezione di Barack Obama, il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi, la crisi dei mercati finanziari e la vertenza Alitalia.
Ma - secondo l’indagine DEMOPOLIS - non c’è traccia nella memoria dei siciliani, nella percezione collettiva, di qualcosa di importante che sia accaduto nell’anno appena trascorso nell’Isola.
La maggioranza assoluta non saprebbe rammentare alcun accadimento di interesse collettivo degno di nota. Nulla di rilievo per la realtà politica o economica dell’Isola; nulla che abbia segnato la memoria comune.
Non è avvenuto “nulla” di rilevante, afferma con sicurezza il 57%. Solo un cittadino su cinque segnala le dimissioni di Cuffaro e l’elezione di Lombardo alla Presidenza della Regione.
Rimane, sullo sfondo, nel bilancio dei siciliani, la soddisfazione, tutta privata, per la propria vita sentimentale e familiare, per i propri affetti e gli amici di sempre: un sano rifugio che permette di guardare con ottimismo, nonostante tutto, a un 2009 ormai in arrivo. Ed è proprio - secondo l’Istituto Demopolis - la dimensione intima dell’esistenza, che fa sperare i cittadini. Non le sorti dell’economia, della società, della politica.